La Fondazione Lions e il microcredito

Riceviamo da  Claudia Balduzzi (LCIF MDC for Italy, San Marino, Malta and Vatican City) e volentieri pubblichiamo il di Lei intervento sul Microcredito  tenuto nella Conferenza “Where there’s a need, there’s a Lions” organizzata  nell’ambito della Giornata Mondiale Umanitaria di Expo del 19 Agosto 2015 .

 

LCIF è la Fondazione del Lions Club International nasce nel 1968 e da allora ha stanziato 900 milioni di dollari per sostenere i progetti dei Lions nel mondo a favore di vista, giovani, ricostruzioni dopo le catastrofi e più generalmente finalizzati a soddisfare bisogni umanitari.

La domanda da porci è cosa si intende quando si vuole definire il bisogno umanitario?

Senz’altro la risposta immediata risiede nell’impossibilità da parte della società ad adempiere un Diritto sancito dalla Carta dei Diritti dell’uomo stilato dall’ONU e/o da una Costituzione.

Ecco allora che la campagna vaccinazione contro il morbillo, la lotta all’analfabetismo, l’integrazione dei diversamente abili nella società civile, la costruzione di pozzi d’acqua, il microcredito diventano esempi di obiettivi sensibili della solidarietà LCIF.

Come voi potete immaginare in 50 anni l’evoluzione, la differenziazione e la definizione stessa di bisogno è cambiata proporzionalmente alle variazioni delle condizioni socio-economiche e politiche, per cui corre l’obbligo come uomini prima e come Lions poi, di adattarci provvedendo con interventi di “sostanza” mirate alle nuove richieste ed esigenze.

La povertà, questa realtà che prostra interi paesi, che non offre il futuro a generazioni, che piega il destino in un abisso di privazioni e che annienta i sogni e le aspirazioni è diventata l’interlocutore dell’interesse della nuova frontiera di LCIF.

Circa 20 anni fa in Bangladesh l’economista prof. Yunus, premio Nobel per la pace 2006, crea la Grameen Bank e con essa l’idea di far sparire la povertà accordando minuscoli prestiti ai più diseredati della Terra, fornendo cioè, a tassi agevolati, quello strumento che permettesse ai suoi connazionali, di uscire dalla miseria affrancandosi dall’usura e prendendo in mano letteralmente il proprio destino mediante l’avvio di una modesta attività.

Tale operazione è definita con la parola MICROCREDITO.

A partire dal 2014 LCIF avvia un progetto pilota dapprima in Nepal, poi in India dove su espressa segnalazione dei Lions Clubs locali, vengono identificate persone cui elargire piccole somme di denaro intorno a poche centinaia, migliaia di dollari massimo, al fine di consentire l’avviamento di una piccola attività lavorativa.

Tale intervento è focalizzato, circoscritto ed indirizzato alla popolazione femminile in quanto storicamente le donne sono il motore della crescita e del riscatto della propria famiglia e più per esteso della propria comunità.

La figura femminile rimane il primo e il solo beneficiario di LCIF perché fame e povertà, analfabetismo e sottomissione riguardano più da vicino le donne rispetto gli uomini, donare un piccolo credito significa offrire loro l’occasione di uscire dal proprio status e di migliorare la propria condizione di vita.

Avviare un’attività di cucito, coltivare un orto, confezionare cibo da strada, condurre una stalla, realizzare piccoli monili, diventare parrucchieri ed estetiste sono alcuni degli esempi di mestieri che hanno beneficiato di un microcredito.

La carità intesa come da molti un’elargizione di denaro può comportare effetti devastanti nel ricevente perché colui che beneficia non necessariamente è motivato a migliorare la propria condizione, pertanto non costituisce la soluzione del problema anzi. Perché proprio microcredito, vi chiederete, pensando a quanti settori sociali ci vedono da sempre impegnati.

Perché mai come ora è indispensabile che tutte le nazioni e relative popolazioni emergano dallo stato di indigenza nel quale versano da sempre; ciò per raggiungere la tanto agognata parità ed attenderci di conseguenza quella pace che tutti auspicano mentre i fatti languono… Ecco che se noi Lions del terzo millennio, ci impegnassimo ad avviare un processo il cui aiuto assume una forma diversa, leggete microcredito, allora sì che avremo raggiunto l’obiettivo che recita il nostro motto “we serve”.

Claudia Balduzzi

 

 

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