Elena Appiani: lavorare insieme al GMT per suscitare ...

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Elena Appiani – Past Governatore del Distretto 108 Ta1 – è l’Area Leader per Italia, Grecia, Malta, Cipro e San Marino del Global Membership Team – GMT. Con lei abbiamo approfondito obiettivi e attività del GMT, uno dei pilastri sui quali si impernia l’attività di sviluppo organizzativo del Lions Clubs International.

Elena, partiamo dalla base: quali sono le finalità del GMT e quali le attività dei team internazionali che se ne occupano?

Sarà bene, innanzitutto, raccontare un attimo la struttura organizzativa del GMT che vede alla sua guida un coordinatore internazionale che riporta al 1° VicePresidente Internazionale. I successivi livelli di coordinamento rispecchiano quelli dell’organizzazione territoriale di LCI. Quindi un leader per ciascuna Area Costituzionale a cui riportano gli Area Leader quale sono io. Questo è il livello di coordinamento internazionale. Immediatamente legati al territorio ci sono i responsabili dei multidistretti e dei distretti. E’ molto importante tener presente che in ciascun distretto è il 1° VDG ad essere direttamente coinvolto nel GMT come membro del relativo comitato multidistrettuale.

Per quanto riguarda invece le attività specifiche, il nostro compito a livello di area parte dall’analisi dei dati statistici, per la verità di grande Foto_Elena_Appiani_Formazione_DG_2015 Webdettaglio ed articolazione, relativi all’andamento della nostra base associativa individuando così, da un lato, azioni di sviluppo della stessa e, dall’altro, azioni per la retention di coloro che sono già soci.

Quando si parla di crescita associativa non si intende solo inserire nuovi soci, ma creare anche nuovi club, rafforzare e curare i soci che ci sono già nei nostri club e che, statisticamente, dopo i primi 3 anni, se non seguiti, abbandonano l’associazione. Ricordo che: NO Soci, NO Associazione.

Grande importanza assume l’apertura verso la comunità. I nostri club non sono circoli chiusi nei quali nessuno può avvicinarsi con uno strano alone di esclusività: l’esclusività è data dalla nostra capacità di fare cose speciali. E se riusciamo a fare cose speciali è perché siamo persone con dei talenti. Questi talenti li mettiamo al servizio delle nostre comunità per favorire la soluzione di alcuni problemi. Questa è la base della nostra “esclusività”: avere la capacità di cercare e coinvolgere persone “speciali” come noi.

I compiti del GMT si possono dunque esemplificare così:

  • Favorire la crescita associativa
  • Rafforzare l’orgoglio associativo
  • Aiutare a sviluppare una catena delle informazioni dai club ai distretti, al MD, fino alla sede centrale
  • Fare squadra con il GLT

Guardando a questi dati, cosa emerge per quanto ci riguarda?

Partiamo dall’Area Istituzionale 4, ovvero l’Europa. Il nostro continente è ormai da dieci anni il fanalino di coda della crescita associativa a livello mondiale. Ha resistito per qualche anno in più la Germania, che si è potuta avvalere dell’apporto di nuovi soci che le venivano dall’unificazione con la Germania dell’Est ma adesso c’è un rallentamento anche lì. Abbiamo bassa estensione con nuovi club e bassa partecipazione femminile. Alcuni distretti perdono costantemente soci anno dopo anno.

Per capire cosa sta succedendo, dobbiamo però entrare nel dettaglio dei numeri. Infatti, non siamo in presenza di un disinteresse verso la nostra Associazione. Tutt’altro. Prendiamo l’Italia: l’anno scorso abbiamo registrato oltre 3.000 nuovi soci che rappresentano un numero considerevole anche rispetto alla nostra base associativa di 42.000. Il problema sta nelle uscite: la perdita di soci è così significativa che alla fine supera il numero dei nuovi soci e di qui ecco il risultato netto negativo.

Evidentemente ci sarà un concorso di cause alla base di questa situazione….

elena appiani gmtSi, potremmo dire che abbiamo sia elementi soggettivi che oggettivi di cui tenere conto. Da un lato emergono insistentemente problemi legati alla vita di club: litigiosità, scarso senso di appartenenza, insoddisfazione sono le cause che generano l’abbandono. Poi esiste un fatto oggettivo, dato dall’età dei nostri soci che nel 43% dei casi supera i 60 anni. Tutti quelli che ho fin qui citato sono fatti abbastanza noti. Ne esiste invece un altro meno conosciuto ma assolutamente preoccupante: l’anno scorso il 30% dei club italiani non ha inserito nuovi soci. Su questi casi bisogna intervenire immediatamente: dobbiamo, lasciami dire, ‘smuovere’ questi Club: se all’età media elevata sommiamo l’immobilismo, è chiaro che si tratta di Club destinati ad un progressivo indebolimento fino alla chiusura.  Un altro elemento che influenza negativamente il nostro sviluppo associativo e la presenza ridotta di soci donne: siamo intorno al 20% e dobbiamo assolutamente aumentare questa percentuale, seppur in linea con quella europea. Inoltre abbiamo il 16% dei club che hanno meno di 20 soci. Anche le dimensioni così ridotte possono essere un limite. Sempre le stesse, poche, persone si trovano a dovere ricoprire incarichi nel club a occuparsi attivamente dei service: servono “cuori, teste e mano”……

Lasciami approfondire il punto relativo alle socie. Sono anni che ci impegnamo per far crescere la nostra compagine femminile e sono ormai trent’anni che i nostri Club sono misti. Perché la crescita è così lenta ?

Guarda, io credo che alla base vi sia una marcata differenza dei fattori motivazionali che influenzano l’adesione al Lionismo degli uomini e delle donne. Noi donne abbiamo bisogno di impegnarci in progetti concreti, applicati alle realtà sociali, ai bisogni impellenti delle persone. Noi Lions tutto questo non siamo molto bravi a raccontarlo: le donne sono già occupatissime tra lavoro, figli, gestione della famiglia, dunque è necessario motivarle fortemente. Dobbiamo pensare ad una campagna specifica che tocchi i temi a loro cari, in primis i giovani e i bambini.

Fammi affrontare il tema a me particolarmente caro dei Leo. Al termine del loro percorso associativo, il 95% non entra nei Lions. Dov’è il problema ?

Diciamolo chiaramente, il problema sta nel fatto che non ci occupiamo sufficientemente dei nostri giovani. Non starò qui a fartela lunga su cosaelena appiani joe preston gmt sia necessario fare, perché lo ripetiamo anche troppo spesso. E’ necessario che club padrino e club Leo lavorino insieme, che ci si conosca e ci si apprezzi, che il passaggio nei Lions divenga naturale. Ed è proprio su questo passaggio che dobbiamo puntare l’attenzione individuando soluzione per il passaggio nei club padrini oppure, ad esempio, la creazione di club satelliti ad hoc. Il LCI ha pensato a progetti specifici per il passaggio LEO/Lions ma purtroppo molto spesso non sono conosciuti e applicati. I giovani sono spesso in difficoltà ad entrare in club dove l’età media è molto avanzata. Ecco che è necessario creare le condizioni utili a mettere i giovani a loro agio nel club. Non dimentichiamo che all’interno di ogni club dovrebbero esserci almeno tre fasce d’età rappresentate. In questo modo si garantisce l’equilibrio e la lunga vita del club: i club con soci troppo giovani possono avere problemi di tempo da dedicare perché tutti occupati in carriere professionali, i club troppo anziani si spengono per cause naturali e, a volte, per mancanza di entusiasmo e operatività. L’equilibrio è sempre una grande risorsa.

Torniamo al GMT. Come può aiutarci ad affrontare i problemi che abbiamo analizzato fin qui e quelli che magari non abbiamo trattato ?

Il punto, almeno in teoria, è semplice. Per affrontare questi problemi ci vuole un metodo ed il GMT è, appunto, deputato a definire questo metodo. Un metodo di lavoro semplice che tracci indicazioni operative per i presidenti di club e consenta a loro ed a tutti noi di raggiungere gli obiettivi che l’associazione si pone ai diversi livelli, compreso quello internazionale.  Non dimentichiamo che il punto centrale di tutto è il club. E’ attraverso l’attività del club che i soci possono esprimere le attività di servizio, l’entusiasmo di appartenenza. E’ attraverso la pianificazione che avviene nel club che si cresce o si perde in numero di soci.

La formazione dei Presidenti di club e degli officer del direttivo è fondamentale per la buona salute del club. Mai come oggi è necessario prevedere e pianificare lo sviluppo associativo per garantire una sana vita a quel mondo a cui tutti noi siamo fortemente attaccati e che tanto ci appassiona. Il GMT non è una sovrastruttura, non rappresenta un apparato burocratico, ma un valido supporto alle attività de club e dei DG.

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