La riforma del Terzo settore: approvata la legge ...

I LIONS E LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE

L’incipit potrebbe essere “nuntio vobis gaudium magnum”, perché la legge delega sulla Rforma del Terzo settore, dopo un lungo e travagliato parto, è stata finalmente approvata nella versione definitiva dal Parlamento italiano.

L’iter parlamentare della legge è durato infatti due anni.

Il Governo nella primavera del 2014 aveva preannunciato di voler presentare un progetto di Riforma del terzo Settore ed aveva invitato tutti gli enti che ne facevano parte ad inviare le proprie osservazioni e proposte. Il Multidistretto Italy per mano di apposita Commissione istituzionale, aveva segnalato alcune esigenze che vennero trasmesse dal CC dell’epoca, Enrico Pons, al Ministero.

Il provvedimento, finalmente trasmesso alla Camera in seconda lettura, è stato esaminato in sede referente dalla XII Commissione Affari sociali che ne ha concluso l’esame il 19 maggio scorso. Il 25 maggio si è concluso l’iter in terza lettura, alla Camera, con l’approvazione definitiva.

Tra le levatrici del testo si è inserito anche il Muldistretto Lions 108 Italy attraverso il Gruppo di lavoro e di studio delle problematiche giuridiche e fiscali. Il Gruppo ha potuto rapportarsi direttamente con l’on. Luigi Bobba, sottosegretario e ispiratore della riforma, fornendo varie indicazioni in ordine  a possibili emendamenti, parte dei quali hanno trovato la condivisione del legislatore ed quindi accoglienza nel testo definitivo. Si tratta di emendamenti, che, se correttamente rispecchiati nei decreti delegati che il Governo dovrà promulgare, porteranno notevoli benefici alla nostra organizzazione in Italia.

L’art. 1 della Legge recita che: “Al fine di sostenere l’autonoma iniziativa dei cittadini che concorrono, anche in forma associata, a perseguire il bene comune, ad elevare i livelli di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale,  favorendo la partecipazione, l’inclusione e il pieno sviluppo della persona, a valorizzare il potenziale di crescita e di occupazione lavorativa, in attuazione degli articoli 2, 3, 18 e 118, quarto comma, della Costituzione, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi in materia di riforma del Terzo settore..”

Quale Lions Club non ritiene di potersi identificare con le finalità evidenziate in grassetto? Non concorrono i Lions Clubs al perseguimento del bene comune, ad elevare i livelli di cittadinanza attiva, di coesione e di protezione sociale, in attuazione degli artt. 2, 3, 18 e 118 quarto comma della Costituzione?

 

Ma cosa si intende per “terzo settore”? La stessa norma prosegue con il chiarire che per Terzo Settore “s’intende il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità  civiche, solidaristiche e di utilità sociale e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi….”. Forse che i Lions Clubs non sono enti privati costituiti per il perseguimento senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale attraverso la promozione e la realizzazione di attività di interesse generale, in attuazione del principio di sussidiarietà?

 

Il legislatore definisce quindi il Terzo Settore come espressione libera, consapevole e privata di principi etici, civili e sociali costituzionalmente potetti (partecipazione, associazioni, associazionismo, solidarietà, sussidiarietà). Esso è un modello di partecipazione proattiva dei singoli e delle comunità, collocato tra Stato e mercato, nella produzione e nello scambio di beni materiali e soprattutto immateriali, rivolti al bene comune (welfare partecipativo). Muove una massa imponente di denaro (64 mld. di €/anno) e di persone (alcuni milioni), vivendo grazie al prevalente (65%) finanziamento privato e presentandosi con variegati modelli organizzativi, dalle fondazioni alle imprese sociali a quelle benefit. Nella visione originaria mancavano i clubs service, che ora, grazie a noi, sono invece stati presi in considerazione.

Quali sono gli obiettivi che hanno indotto i Lions ad intervenire? Far valere la presenza e la rilevanza sociale dei Club Service, limitare la responsabilità degli operatori di fronte allo Stato ed ai terzi, ottenere i massimi benefici fiscali e finanziari per la realizzazione dei loro progetti, sostenere le azioni collettive e conseguire i maggiori risultati nell’attività di service, partecipare al funding nelle forme più moderne, quali il crowdfunding, i titoli etici, ecc., accedere ai finanziamenti istituzionali, sia nazionali che comunitari ed internazionali, essere nelle condizioni di partecipare ad iniziative volte ad affrontare i nuovi e grandi disagi del nostro tempo.

Cosa abbiamo ottenuto? L’art. 1 della legge delega contempla espressamente le associazioni non profit, come la nostra. L’art. 3 consente il passaggio da un modello organizzativo all’altro nel non profit. L’art. 4, oltre ad aver accolto altre nostre osservazioni, introduce le reti associative, inizialmente non previste. L’art. 7 dispone l’obbligo del bilancio sociale. Altre norme prevedono l’introduzione di benefici fiscali e di finanziamenti per progetti. Inoltre, è istituita una nuova fondazione nazionale, che dovrebbe essere una specie di cabina di regia per il non profit: che sia l’ispirazione per la costituzione di una fondazione nazionale quale braccio operativo del MD? E per tale via potranno i Lions italiani dire la loro anche nella fondazione voluta dalla riforma? Meditate gente, meditate!

Ora si apre la delicata fase dei decreti attuativi, che devono riempire di contenuto le linee quadro fissate a mezzo legge delega. Qui, ancora una volta, i Lions saranno chiamati, a nome di tutti i clubs service, a dire la loro. Il compito che ci aspetta non sarà dei più facili ma contiamo sull’impegno del Sottosegretario e sull’esperienza, professionalità ed esperienza di chi sta lavorando con grande impegno sul dossier.

 

GRUPPO DI LAVORO E DI STUDIO DELLE PROBLEMATOCHE GIURIDICHE E FISCALI DEL MD 108 ITALY

GIAN ANDREA CHIAVEGATTI, Coordinatore e RENATO DABORMIDA, Segretario

 

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