Gabriele Sabatosanti: il nostro futuro è nel service

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Clicca sull’immagine o qui di seguito per la VideoIntervista: “Gabriele Sabatosanti: il futuro è nel service”

Gabriele Sabatosanti, Direttore Internazionale italiano nel Board di LCI, da pochi giorni alla guida del comitato che, a livello nazionale, coordinerà l’azione dei Lions italiani nei territori colpiti dal sisma, fa il punto su alcuni “temi caldi” del Lionismo italiano: crescita associativa, centralità del service, comunicazione.

Gabriele, esistono delle strategie per garantirci di tornare a crescere in termini di numero di soci?

Io credo che sia determinante sotto questo aspetto definire quali siano gli strumenti ed i mezzi per raggiungere certi tipi di risultati. Credo che il nostro futuro ce lo giochiamo sostanzialmente suigabriele sabatosanti lions service. E’ finito il momento nel quale mettevamo il socio al centro della nostra attenzione: dobbiamo ragionare sul fatto che chi voglia diventare Lions abbia il desiderio di servire. E’ in questa logica che credo noi si debba fare una campagna di crescita associativa in cui da un lato sensibilizziamo i nostri soci di più ad essere legati al mondo dei service e soprattutto individuiamo nei giovani e nel mondo femminile quelle risorse che ci potrebbero dare una mano per portare avanti le nostre attività di servizio.

Chi vuole diventare Lion deve capire che deve dare un contributo professionale a quelli che sono i nostri obiettivi di service. E’ in questa logica che ci dobbiamo muovere e sono convinto che nel momento in cui metteremo in atto grandi service ed in particolare di rilevanza nazionale a quel punto saranno molti a seguirci e comprenderanno che attraverso il mondo lionistico riusciranno a crescere in quella forma di attività solidaristica che è all’interno del cuore di tutti noi.

Purtroppo, il recentissimo sisma ha messo in luce proprio la nostra capacità di servizio e c’è stato un grande afflusso di energie e di idee nonché un grande interesse da parte dei Lions di tutto il mondo nel venirci a dare una mano. Qual’è il tuo punto di vista?

Sono rimasto colpito da come il Lions Clubs International si è mosso in quest’occasione. Non v’è dubbio che sono arrivati messaggi da ogni parte del mondo con il desiderio e la voglia di dare una mano a questa nostra povera Italia che è sistematicamente colpita da eventi come questo. Io credo che noi Lions ci muoveremo in modo da fare al meglio. Credo che in questo momento i Lions italiani debbano dimostrare in maniera efficace di essere capaci di individuare dei progetti e di essere capaci di gestire interventi a favore della popolazione. Ma io sono convinto che noi Lions italiani, con le forze e le capacità che abbiamo, sapremo dare un’adeguata risposta a queste popolazioni che hanno perso tutto.

Esiste anche il tema del rappresentare all’opinione pubblica le nostre attività. Si tratta anche un modo per raccogliere supporto dall’opinione pubblica e trovare nuovi soci che vogliano impegnarsi nel servizio. Cosa pensi dovremmo fare per migliorare la nostra comunicazione?

Ecco, questo è un punto dolente. Tradizionalmente il Lions ha sempre dato ma senza dare evidenza di quanto faceva. Allora, se vogliamo crescere, se vogliamo dare evidenza alle nostre azioni, se vogliamo che altri ci seguano, è assolutamente importante sviluppare il mondo della comunicazione. Partendo però dal presupposto che la comunicazione è una scienza dove è necessario impiegare professionalità adeguate e non improvvisare. E allora credo che il mondo lionistico debba organizzarsi sia a livello nazionale che a livello distrettuale per individuare quelle risorse che possano permettere di far vedere efficacemente al mondo che cosa il lionismo fa. Perché noi facciamo tante grandissime cose che però purtroppo il mondo non viene a sapere. Dobbiamo cambiare e dobbiamo avere un approccio diverso affinché anche gli altri sappiano realmente quanto è grande il nostro impegno nell’aiutare le persone più bisognose.

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