Sembra Facile…. Tutti a Scuola in Burkina Faso

lions tutti a scuola in burkina faso

di Franco De Toffol

Sembra facile… fare del bene, ma talora può rilevarsi assai arduo. Continuando la serie delle interviste sulle difficoltà che si possono incontrare nelle missioni all’estero sentiamo cosa ci può dire Gianni Peroni, Presidente del Service Tutti a scuola in Burkina Faso, in merito alle problematiche dell’approccio con le popolazioni locali delle quali bisogna comprendere usanze e cultura al fine di sviluppare dei progetti concreti ed i cui risultati durino nel tempo.

Caro Gianni voi avete molte iniziative umanitarie in atto, potresti riassumerle brevemente?

Rappresento   I LIONS ITALIANI CON I BAMBINI NEL BISOGNO Onlus, che si occupa di vari Service di cui il lions tutti a scuola in burkina fasoprincipale, e a me più caro, è Tutti a scuola in Burkina Faso.

Per questo Service, la nostra Mission, portata avanti dai Lions e dai Leo dal 2006 è finalizzata ad accompagnare i bambini, ma soprattutto le bambine, nel percorso di scolarizzazione che permetterà uno sviluppo per l’intera comunità dove sono state costruite le nostre scuole.

Per questo interveniamo nelle scuole, dove possibile costruiamo il pozzo e aiutiamo a realizzare l’orto scolastico. Questo serve   per garantire ai bambini molto spesso l’unico pasto che consumano al giorno. Finora, siamo riusciti a sviluppare un buon lavoro.

Ho potuto leggere degli ottimi risultati del vostro lavoro ma è poi facile come sembra compiere una missione?

Innanzitutto nelle nostre missioni, non si va in vacanza o a divertirsi, ma ci si reca in Burkina Faso, che è il fulcro delle nostre attività, pagandoci il viaggio, la sistemazione e i trasporti.

Ogni volta si parte con il cuore pieno di speranza di poter realizzare qualche cosa di positivo e duraturo per i bambini locali, con la certezza di essere ricambiati dai loro sorrisi, per tutti noi il dono più prezioso.

Ci sono comunque delle difficoltà di interfacciamento conle comunità locali che hanno abitudini e tradizioni molto diverse dalle nostre.

Quali sono le peculiarità del vostro approccio con la popolazione locale?

Grandi sforzi sono richiesti per convincere un Burkinabè che per siglare un contratto non basta la confience (fiducia) e una stretta di mano ma vi è necessità di unaccordo fra enti statali e non, i Lions Italiani e locali e i vari imprenditori del posto.

lions tutti a scuola in burkina fasoNella realizzazione di un’opera si deve fare in modo che i vari imprenditori, per ottenere i pagamenti, presentino un devis (preventivo) dettagliato e comunicare le coordinate bancarie precise e non solamente il loro nome e il nome della banca.

Un altro sforzo consiste nel convincere la gente del luogo che anche loro debbono darsi da fare nell’organizzazione delle attività da noi progettate, devono capire che noi siamo volontari, andiamo in Burkina Faso a lavorare per loro a nostre spese, non si limitino solo a chiedere ma partecipino attivamente, specialmente nella gestione delle scuole. La maggior parte lo fa, ma bisogna sempre “stimolarli”.

La mentalità diffusa in molti paesi africani è quella di eseguire i compiti assegnati, ma solo dopo che qualcuno ha indicato loro i passi da seguire.

Bisogna inoltre insistere sul fatto che la “manutenzione” è l’unica a garantire il buon funzionamento e la durata di un qualunque manufatto e che il più delle volte è una cosa alla portata di tutti.

E con le strutture locali come si riesce a lavorare?

Con le strutture pubbliche è difficile all’inizio: senza una guida o un forte appoggio si ha difficoltà ad incontrare le Autorità competenti (Ministri e Funzionari amministrativi, Sindaci e Capi dei Villaggi). Ma una volta che si è stabilita questa rete di collaborazione, tutto diventa più facile.

Le banche locali poi, utilizzate nei trasferimenti di fondi devono essere seguite costantemente perché tendono ad allungare oltre misura i tempi e i protocolli delle operazioni.

Grazie Gianni per la tua disponibilità e buone missioni.

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