A Civitavecchia il Lions Quest affronta il disagio ...

di Primula Ferranti*

Dopo due tentativi non riusciti per diversi motivi, finalmente in questo anno lionistico, il Lions Club Civitavecchia Porto Traiano, grazie anche alla determinazione dell’Officer Distrettuale Annamaria Vecchioni Meoli, ha dato inizio, destinato agli insegnanti, al corso del Lions Quest, per la prevenzione del disagio giovanile, il Progetto Adolescenza.

Ci ha offerto i locali l’Associazione “Il Ponte”, comunità di recupero, sensibile ai problemi che i ragazzi della nostra società incontrano nel loro cammino di vita. Essere in quel contesto ha offerto una motivazione maggiore nelle docenti che vorrebbero che i loro allievi escano dalla scuola ricchi di competenze, ma anche di rispetto per sé e gli altri, responsabili delle loro scelte di vita.

Ha avuto la funzione di guida, esercitando l’arte “maieutica”, la dott.ssa Claudia Crudele, che è subito riuscita alions club lions quest togliere alle partecipanti l’impaccio iniziale, coinvolgendole in prove “energizzanti”, dinamiche. In tante aspettavamo una lezione frontale ed invece le linee le dovevamo tracciare noi, lavorando in gruppi, creati sulla base della casualità, in piedi, su sedie sempre diverse o intorno ad una scrivania, creando scenette e racconti.

E’ emerso chiaramente che un adolescente non va mai emarginato, che ci si deve mescolare, perché ognuno si possa sentire ascoltato e operare sicuro. E’ stata bandita ogni ambizione al perfezionismo, abbiamo imparato a ridere di qualche insuccesso. Mentre correggevamo qualche errore commesso da docenti, capivamo che gli stessi criteri alla base di una buona crescita degli adolescenti, li possiamo usare anche noi nel rapporto con gli altri, come quando ci troviamo ad operare in un’associazione.

All’uscita, l’ultimo giorno del corso, il 6 marzo, c’era già chi pensava ad organizzarne uno il prossimo anno, nel proprio istituto.

Emanuela è proprio entusiasta: per la prima volta ha lavorato per sé e si è espressa in pubblico con la sicurezza di essere ascoltata e non giudicata. Già dai primi giorni ha cambiato il modo di comunicare con gli allievi, mettendo in atto quanto appreso.

Una curiosità: anche chi scrive si è voluta mettere in gioco, considerando che gli adolescenti sono stati e sono ancora, ora che è insegnante volontaria, i destinatari della sua attività di docente. Mi aggiungo quindi al coro delle mie colleghe, arricchita, indirizzata, non costretta ad improvvisare, anche se sulla base dell’esperienza.

Ora si attende l’ultimazione di quelle formalità che porteranno ai partecipanti il riconoscimento di crediti da parte del Ministero, crediti sicuramente di qualità.

*Lions Club Civitavecchia Porto Traiano

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