Perché il Viva Sofia? Come nasce un service

lions viva sofia due mani per la vita

di Daniele Donigaglia e Francesco Pastore

In una serata di fine novembre 2011, in una casa di Celle di Faenza, una mamma stava preparando la cena a base di pesce mentre la figlia Sofia sta mangiando dei gamberetti fritti e salta dal muretto del focolare. Improvvisamente, dopo un brusco salto, la bambina comincia ad agitarsi, diventa rapidamente cianotica, non riesce a parlare e si porta le mani al collo. La mamma si porta immediatamente accanto alla figlia, capisce che sta soffocando e le applica le manovre compressive per la disostruzione delle vie aeree. E’ infermiera, e conosce bene queste manovre che le sono state insegnate durante i corsi di rianimazione cardiopolmonare di base, che è tenuta ad effettuare ogni due anni. Dopo circa 5 compressioni toraciche e 5 compressioni addominali la bambina espelle il gamberetto e comincia a tossire ed a respirare affannosamente.

Viva Sofia: la storia di un service

lions viva sofia manovre salvavitaLa madre per l’emozione si siede a terra, la bambina inizia a piangere e accorre anche il padre. Sofia resta in casa con i genitori. Una fatalità che poteva portare a morte certa nel giro di 3-4 minuti, ha avuto un epilogo lieto. Alla luce di questo evento, il Lions Daniele Donigaglia, Dirigente Medico presso il Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero di Faenza, informato direttamente dell’evento da parte dell’interessata, propone all’infermiera di potere trasmettere la sua esperienza alla popolazione, attraverso un corso teorico pratico gratuito di Primo Soccorso.

Il corso viene così dedicato a Sofia, la bambina salvata dalla madre infermiera. Il 13 dicembre 2011 il service a costo zero, viene approvato dal consiglio direttivo del Lions Club Faenza Valli Faentine che comprende i comuni di Brisighella, Marradi, Modigliana e Tredozio. Si estende su tre province e due regioni. Nel gennaio 2012 si tiene la prima lezione in una delle località più distanti dall’Ospedale di Faenza, cioè Zattaglia, frazione di Brisighella. L’ambulanza per arrivare da Riolo Terme (quando qui è presente) impiega circa 10 minuti, in buone condizioni metereologiche ed asfalto asciutto.

I soci del Club, medici e non, con la collaborazione gratuita ed entusiasta di amici operatori sanitari iniziano la loro opera di divulgazione presso la popolazione. Ci si proietta verso tutti i ceti e tutte le età, per fare una cultura sanitaria semplice e ripetibile sul primo soccorso. Non vengono pubblicizzati articoli da acquistare, né si è sponsorizzati da nessuna associazione o enti a fini sanitari.

Viva Sofia: uno stila di vita

I corsi Viva Sofia non sostituiscono i corsi BLSD per sanitari (che durano 8 ore) o laici (durata 5 ore).

Il “Viva Sofia”  deve rappresentare invece uno stile di vita, per essere un aiuto efficace in caso di emergenza, e non solo, ma anche per gestire al meglio l’aspetto psicologico dell’emergenza. Oltre alle valide manovre di primo soccorso, il soccorritore deve gestire l’approccio emozionale. Nelle situazioni di emergenza, tutti i presenti si devono sentire chiamati, e questo è fondamentale per una buona riuscita nell’intervento di soccorso.

Alla luce di queste considerazioni, le prospettive future sono di grande rilevanza, per una diffusione capillare del service in tutti gli ambiti, nelle famiglie ed all’esterno. L’emergenza si può verificare quando meno te lo aspetti e, per non restare inermi davanti ad una persona che sta perdendo la vita, ricordati che: due mani per non perdere la vita, a costo zero sono il più grande regalo che tu puoi donare!

 

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