C’era una volta.. il coronavirus: favole e ...

di Giordano-Bruno Arato

Valeria Celli, del Lion Club Budrio e già autrice di tre libri, in questi giorni di forzato isolamento, insieme ad amici e Soci ha iniziato a scrivere una raccolta di favole ispirata proprio dai momenti che stiamo vivendo con l’obiettivo di donare questa pubblicazione a service dedicato ai bambini e alle loro famiglie.

Come è nata questa idea?

Il periodo di quarantena é stato lungo, molto lungo. Inizialmente ho impiegato il mio tempo a riordinare casa in tutti i dettagli: dagli abiti, alle vecchie fotografie, ai bottoni. Quando sono arrivata alle mollette per capelli, mi sono detta: devi scegliere tra la depressione o utilizzare questo tempo così dilatato e fermo per fare qualcosa di costruttivo, magari per gli altri, come in tanti stanno già facendo. Gli amici con cui mi sentivo al telefono erano giunti quasi contemporaneamente alle medesime conclusioni. Abbiamo “messo sul tavolo” le nostre rispettive competenze. C’era chi sapeva scrivere favole, chi aveva buone idee da sviluppare, chi era bravo al computer e chi un valente correttore di bozze e impaginatore. Così è nato un trio in collaborazione (telefonica o via computer) che abbiamo chiamato “Uno, due, tre…favola”. Naturalmente avevamo ammiratori ai quali leggevamo per telefono ciò che avevamo scritto; le loro lodi ci spingevano a continuare. Ecco come è nato questo libro di favole.

Il titolo che viene dato a questa tua opera è “Il Mostro mangiarumori e altre storie”, dove il “Mostro” è chiaramente il coronavirus

Abbiamo immaginato che il cattivo fosse rappresentato in ogni favola dal Mostro Corona Virus che viene sconfitto in modi fantasiosi molto diversi tra loro. Siamo quindi partiti da una realtà attuale per calarci nel vero mondo delle favole dove il bene trionfa sempre sul male, quindi anche sul virus.

So che questo libro è arricchito da originali e pregevoli illustrazioni molto apprezzate dai bambini. Come hai trovato questa collaborazione?

Una volta finite le favole occorreva trovare chi le poteva illustrare. Come in ogni favola che si rispetti l’aiuto è giunto valido ed inaspettato. Figli di un amico si sono offerti di fare le illustrazioni ed un’intera squadra si è messa al lavoro. Questa squadra, Fratelli Bonobo, di persone giovani si é messa all’opera creando immagini divertenti e allegre che ci hanno dato un nuovo impulso di gioia e allegria. È stato un piacere notare che pur appartenendo loro quasi alla generazione millennial hanno apprezzato la lettura di queste favole e non hanno disdegnato di lasciare il computer e di riprendere in mano carta e matita per illustrare questo genere letterario.

Non è mancata nemmeno la collaborazione di specialisti in psicologia per rispondere in modo corretto alle esigenze ed alle caratteristiche tipiche dei bambini

Come ogni persona anche noi abbiamo avuto dei dubbi. Ci siamo chiesti se  il bambino preferisce evadere completamente dalla realtà o apprezza, per superare le difficoltà  che percepisce tangibili, gli strumenti che la favola può offrire. Così abbiamo fatto leggere quanto scritto a due psicologhe che si sono dette entusiaste. Il bambino in questo periodo ha vissuto lo stesso timore di noi adulti, a volte senza fare domande. Le favole da noi scritte rappresentano sotto metafora i problemi attuali: il silenzio, il vaccino, la malattia, la solitudine, la generosità dei medici, la comunicazione attraverso i balconi ecc.

Quindi questo libro avrà anche il pregio di allontanare per un po’ di tempo i bambini dalle playstation, dai loro videogiochi

Rispetto ai videogiochi la favola consente un maggior volo di fantasia, immaginazione e creatività. Non crea inoltre competizione di nessun genere. Inoltre se viene letta ad un bambino da un adulto consente di coglierne le paure, di fugarle e di comprendere le attese. D’altra parte cosa ci siamo detti noi italiani per farci coraggio? Andrà tutto bene, ed è proprio quello che avviene in ogni favola. Ovviamente il ricavato del libro, una volta edito, sarà devoluto in beneficienza.

 

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