RELAZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SULL’ATTIVITÀ 2019/20 DEL ...

Presidente Emerito, autorità, amiche ed amici Lions e Leo, gentili ospiti, si chiude un anno importante, l’anno “successivo” alla Convention in Italia, a Milano. In questi dodici mesi è stato fatto tanto, davvero molto, ed io avrei voluto invitare tutti i 17 DG ad alzarsi per ricevere il vostro applauso. Un applauso per il loro impegno, la loro dedizione, il loro spirito di servizio e per il tempo che hanno donato alla nostra Associazione.

Regalare il tempo è il più bel gesto che si possa fare a qualcuno, perché si offre un pezzo della vita che non tornerà più indietro. È un ottimo gruppo, un gruppo disposto a lavorare con lo spirito giusto al servizio del Multidistretto. Vorrei ricordare che è stato il primo Consiglio dei Governatori della nostra storia lionistica, che si è riunito per la prima volta durante una Convention! Il 9 luglio, in una sala del Mi.Co. di Milano, ci siamo riuniti per iniziare nel modo migliore il nuovo anno. Non c’è stato alcun problema per le deleghe. Tutti si sono resi disponibili a qualsiasi incarico: vero spirito di servizio. Un ringraziamento particolare al segretario generale del Multidistretto, Guendalina Pulieri, e a tutto il suo staff, per l’insostituibile collaborazione. Il lavoro che questi 17 “campioni” hanno saputo fare quest’anno l’avete potuto vedere nei vostri distretti, nei service, negli incontri e lo ascolterete negli interventi che seguiranno. Un grande lavoro, che spazia dalla comunicazione alla nuova piattaforma, dal tema di studio nazionale al service nazionale, dalla vista, alla fame, all’ambiente, al diabete, all’oncologia pediatrica, alla Protezione Civile, all’Alert, al lavoro dei Leo e dei Lions insieme, alla LCIF, al Banco Alimentare, ai Cani Guida. È stato anche l’anno del coronavirus… Un periodo lungo, difficile, drammatico: anche in questa circostanza, i nostri Governatori si sono dimostrati all’altezza. Hanno saputo affrontare l’emergenza con molta determinazione, con la voglia di fare, di aiutare, di intervenire. Hanno saputo essere gruppo, squadra; si sono prodigati nei loro territori, per far fronte alle esigenze, da quelle primarie a quelle strutturali. Si sono preoccupati di correre immediatamente in aiuto di chi aveva bisogno, senza pensare a quello a cui avevano ed avrebbero dovuto rinunciare dei loro programmi, dei loro meeting e/o eventi… La priorità era fare qualcosa, subito, per i contagiati dal virus… Bravi! Hanno saputo dimostrare che “dove c’è bisogno, lì c’è un Lions!”. Hanno saputo donare ai loro Distretti oltre 6 milioni di euro. Grazie Lions italiani! Un risultato di cui andare fieri. Ringrazio i DG per la fiducia che mi hanno voluto riservare chiamandomi a questo incarico. Spero di essere stato meritevole della loro fiducia e di averla ricambiata. Ho cercato di essere sempre rispettoso delle regole, mai invadente, mai impositivo, sempre disponibile a dare il mio contributo a questa grande squadra, cercando di vivere questo incarico con il sorriso, sempre consapevole che siamo persone fortunate, anche nei momenti drammatici del Covid-19. Questo era ed è fino alla fine del mandato il mio compito: essere al servizio dei Governatori, del Multidistretto e di tutti i Lions italiani. Alcuni Governatori hanno detto che ho portato avanti il mio compito con umiltà ed è stato il più bel complimento che potessero farmi. In questi 4 anni (dall’incarico di 2° Vice Governatore ad oggi) mi sono sempre voluto definire un allenatore, che ha il compito di coordinare la squadra. Tutto quello che di buono è stato fatto, è merito esclusivo di questi 17 Governatori. Tutto quello che non è andato bene, è da addebitare a me, come avviene per tutti gli allenatori… Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, l’importante è che si esca dal campo con la maglia sudata, segno che è stato dato tutto e questi 17 Governatori hanno dato tutto, posso assicurarvelo! Avrei chiesto ancora un applauso per loro. Quanto a me… che dire? È stato un anno intenso, in un ruolo importante, che mi ha permesso di conoscere meglio la nostra associazione. Permettetemi, pertanto, alcune riflessioni. Mi sono spesso chiesto se anche per noi valesse il pensiero di Antoine de Saint-Exupéry: “Non chiederti di cosa ha bisogno il mondo. Chiediti che cosa ti rende felice e poi fallo. Il mondo ha bisogno di persone felici”. Noi siamo felici di essere Lions? Che esempio siamo? Di felicità? Care amiche e cari amici, devo confessare che la risposta che mi sono dato in più occasioni è, purtroppo, negativa. Troppi individualismi, troppa ambizione personale… Leggiamo ad ogni meeting il codice dell’etica e – subito dopo – come se niente fosse, ce ne dimentichiamo. E tutto questo è tanto più grave, quando questi comportamenti appartengono ad autorevoli soci, che ci appaiono come esempi da seguire. Il motto “We Serve” viene spesso invertito, perché c’è chi anziché servire gli altri, usa l’Associazione per servire se stesso. Ed oggi non sono più così sicuro che tutti gli oltre 4.000 soci che ogni anno lasciano l’Associazione siano quelli che non abbiano capito il vero senso del lionismo. Molti lo fanno dopo appena 2-3 anni dal loro ingresso. Spesso mi è venuto il dubbio che vadano via proprio per gli esempi negativi che hanno trovato nell’associazione: sono entrati per servire il prossimo ed invece assistono a pietose competizioni individuali, o a manie di protagonismo, ad ogni livello, nelle quali tutto o quasi è lecito. Uso dei social in modo indegno, post, lettere anonime, ripicche, gelosie… Ho visto chi voleva cambiare ciò che di buono era stato fatto in precedenza, solo perché avrebbe dovuto riconoscere i meriti del competitor… Comitati fatti con persone scelte in virtù dell’appoggio “politico” che possono assicurare o promettere: spesso (o molto spesso) non vengono scelti i migliori, per il bene dell’Associazione. Che tristezza! Numerose volte mi sono sentito come se fossi un dirigente della RAI: dovevo garantire la stessa visibilità a tutti coloro che ne facevano richiesta e mi chiedevano di non invitare tizio e caio e di invitare altri. E sono dovuto stare attento ad ogni situazione, stare attento ai like su facebook, misurare tutto, ricordando il rispetto delle regole, di quell’etica tanto decantata e poco applicata. Se invitavo tizio, e non caio, era perché appartenevo a quella corrente; quando facevo il contrario era perché cambiavo corrente: ma allora da che parte stavo? Dalla parte dell’Associazione, solo dalla parte della nostra Associazione. E se andiamo avanti così, di corrente ce ne sarà solo una: quella di chi se ne va. Per servire il prossimo non è obbligatorio essere iscritti al Lions International. Ma per far crescere un’associazione di servizio come la nostra, bisogna pensare ai soci più “capaci” e a chi ha lo spirito di servizio, non agli amici ed agli amici degli amici. Ciò che può attrarre altre persone a far parte della nostra Associazione è solo il servire gli altri! C’è chi confonde la disponibilità con “ad ogni costo” e con ogni mezzo. Molte volte mi sono stupito per i comportamenti dei politici, ma loro lo fanno per 13.000 euro al mese, noi invece… Dove stiamo andando, amiche ed amici Lions? È questo il lionismo che vogliamo? Ci manca l’umiltà, la modestia, il sorriso, l’entusiasmo, per essere veri testimoni di chi è nell’Associazione per gli altri, per chi ne ha bisogno. In dieci anni sono usciti tanti soci, quanti tutti quelli del Multidistretto! Credo non ci sia più tempo per aspettare. Se è vero che le uscite sono quasi interamente rimpiazzate, la cosa grave è che saranno 40.000 uomini e donne che parleranno male di noi. Possiamo inventare tutte le formule che vogliamo per creare nuovi club e per far entrare nuovi soci, ma se mancano gli esempi, se manca il rispetto dell’etica, se manca lo spirito di servizio… tutto sarà inutile. Anche nel momento drammatico del coronavirus, c’è chi si è preoccupato più della propria visibilità individuale, che di quella della nostra Associazione. Già durante l’anno, con i miei scritti mensili sulla nostra rivista nazionale (con l’occasione, voglio ringraziare di cuore il direttore Sirio Marcianò, non solo per la sua professionalità e la sua disponibilità, ma anche per la delicatezza con cui, alcune volte, mi ha aiutato nel preparare ciò che sarebbe stato pubblicato), ho provato a trasmettere ciò che la gente si aspetta da noi e ciò che i soci Lions si aspettano da chi ricopre ruoli di coordinamento e non di comando. Tra poco più di quindici giorni finirà la mia avventura lionistica… Ma, per il bene che voglio a questa Associazione, spero che tutti sappiano davvero pensare al futuro: un futuro diverso da quello attuale, nel quale i giovani non entrano, nel quale gli ex leo, a trent’anni, lasciano l’Associazione… Sono anni che è così… Una formatrice che ho avuto nei corsi di preparazione alla carica di Governatore diceva: “Se non sapremo costruire il futuro, avremo fallito”. Soluzioni? Partiamo dal 1917: “non potremo andare lontano se non faremo qualcosa per gli altri” e, sottolineo, per gli altri, amiche ed amici Lions. Non per noi, solo per gli altri. Il codice dell’etica non va solo letto ed ascoltato mentre si chatta col cellulare, o si parla con il vicino, ma va vissuto avendo il coraggio di additare chi non lo vive e non ne è testimone. Ci sono tanti Lions che rispettano e vivono il nostro codice, ma sono poco pubblicizzati, rispetto alle negatività, che hanno più visibilità e che sono di cattivo esempio. Il Presidente Internazionale Emerito Pino Grimaldi, alla Convention di Milano, aveva così risposto alla domanda “Chi fossero i Lions” postagli da un giornalista di un quotidiano: “I Lions sono persone che hanno come obiettivo quello di dare per essere”. Troppi sono invece gli episodi di soci che danno per avere o, peggio, cercano di avere senza neppure dare. Ho provato molta delusione nel vedere autorevoli soci, che per me rappresentavano delle icone del lionismo, comportarsi come coloro che ci avevano additato come esempi negativi. So che alcuni, o molti, o tutti, oggi penseranno se fosse stato davvero il caso di eleggere un CC così rompiscatole… Ma è solo per il bene che voglio all’Associazione che dico queste cose. Ho imparato che far finta di niente sia più dannoso che dire quello che si pensa, o ammettere le proprie colpe. Ricordo a me stesso prima che a tutti che, se in una famiglia i genitori si comportano male, i figli sono legittimati a fare peggio. Lo scrittore Paulo Coelho diceva: “Per cambiare il mondo, serve l’esempio non l’opinione”. E Sant’Ignazio d’Antiochia affermava: “Si educa con quello che si dice, ancor di più con quello che si fa, ma molto di più con quello che si è”. Ecco, care amiche ed amici, partiamo da qui… dare per essere… solo per gli altri, con sorriso, umiltà e rispetto. E sarà bello se alla fine di ogni anno, soci e non soci ci potranno dire… “Grazie, per averci insegnato l’importanza dell’etica, del rispetto delle regole, in una società che sempre più spesso sembra dimenticarsi dell’etica e del rispetto delle regole. Grazie per averci spinto, con foga, ad andare incontro agli altri, a ricordarci che quello che facciamo nella nostra fantastica associazione è solo per loro, e che non dobbiamo aspettarci nulla in cambio, se non il sorriso del ragazzo disabile che abbiamo aiutato, delle persone a cui abbiamo restituito dignità, del non vedente a cui abbiamo donato un cane guida, del giovane a cui abbiamo dato una borsa di studio, permettendogli di entrare nel mondo del lavoro, o a cui abbiamo regalato uno ‘scambio’ in giro per il mondo. Grazie, per averci ricordato che la nostra ricompensa deve essere tornare a casa la sera, con l’emozione e l’entusiasmo di aver fatto qualcosa per gli altri. Grazie, per averci dimostrato, con l’esempio, che il codice dell’etica lionistica non è un insieme di segni grafici su una pagina, ma è un modo di vivere, una precisa visione del mondo e del rapporto con gli altri”. Vi abbraccio e vi saluto tutti, ringraziandovi per quanto mi avete dato. È stato un grande onore essere stato il vostro CC in questo anno!

CC LUIGI TARRICONE

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