Bonacini: “Ci tengo a ringraziarvi dal profondo del ...

stefano bonacini

di Enrico della Torre

Stefano Bonaccini è il Presidente della Regione Emilia-Romagna. Originario di Campogalliano (MO), dopo oltre un decennio di attività politico-istituzionale di rilievo, è approdato il prestigioso incarico che si unisce a quello di Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Fortemente impegnato nelle politiche sociali ed economiche, attento al volontariato ed alla solidarietà, ha accettato di buon grado di rispondere alle nostre domande.

La situazione di emergenza Covid-19 ha portato tutti a riflettere sull’importanza della salute di ogni cittadino. Quali sono i principali cambiamenti su cui sta lavorando la Regione al fine di prevenire tali emergenze?

“Io sono fermamente convinto che questo dramma ci lasci soprattutto un grande insegnamento: l’importanza fondamentale di avere avuto una sanità pubblica e universale, che cura tutti a dispetto della tua provenienza o del reddito. Senza non avremmo retto l’urto di questo virus. Forse ce n’eravamo anche un po’ dimenticati e invece credo che dobbiamo lavorare per rafforzare ancora di più il nostro sistema sanitario, che è già tra i migliori d’Europa. Per farlo servono risorse: noi siamo pronti a presentare una serie di progetti, tra nuovi ospedali e case della salute, acquisto di apparecchiature e assunzione di personale, che chiederemo di finanziare con gli strumenti economici a disposizione del Governo nei prossimi mesi”.

Alcune ricerche ritengono che ci sia un collegamento tra il Covid-19 e l’inquinamento. Cosa ne pensa? Ritiene che sia possibile innescare un nuovo sviluppo green e sostenibile nel breve periodo?stefano bonacini

“Non sono uno scienziato e, dunque, non mi esprimo su temi che non conosco. Il Covid-19 è un virus ‘nuovo’, del quale dobbiamo ancora scoprire molto. Sento molta gente che parla a sproposito, ma credo che dobbiamo lasciare tempo e modo agli studiosi e agli esperti di approfondire le tantissime ricerche che in questi mesi sono partite un po’ in tutti i laboratori del mondo. Anche in Emilia-Romagna esiste un progetto di ricerca che vede insieme Enea, Istituto Superiore di Sanità (Iss) e Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale proprio per analizzare l’eventuale relazione tra Covid e inquinamento: aspettiamo i risultati e poi ne parleremo. Prima non avrebbe senso prendere alcuna posizione”.

I Lions durante l’emergenza si sono attivati in numerosi service al fianco di medici, infermieri e ospedali di tutta la Regione. Quale messaggio si sente di condividere con loro? Avrebbe ambiti di intervento sul quale è impegnata la Regione Emilia-Romagna nei quali avrebbe piacere ricevere il sostegno dei Lions?

“Ci tengo a ringraziarvi dal profondo del cuore. Ve lo meritate, perché di fronte all’emergenza avete contribuito ad aiutare le strutture sanitarie e i professionisti di questa Regione che stavano combattendo una battaglia senza precedenti in prima linea, mettendo a repentaglio la propria vita per salvare le nostre. In questi mesi c’è una cosa che mi ha commosso: la generosità degli emiliano-romagnoli. È andata oltre ogni più rosea aspettativa: abbiamo raccolto decine di milioni di euro, in parte già investiti in progetti rendicontati al centesimo, e in generale siamo stati sommersi da messaggi di chi voleva mettersi a disposizione per aiutare. Dunque, sono certo che ci sarete anche in futuro e troveremo il modo per lavorare insieme proficuamente”.

Il Lions sta attraversando un profondo rinnovamento con l’ingresso anche di numerosi giovani. Considerata la sua significativa esperienza da amministratore cosa suggerisce ai tanti ragazzi che vorrebbero impegnarsi per un volontariato di servizio nei loro territori? Che supporto potrebbero avere dalla Regione Emilia-Romagna?

“Fare volontariato è un’esperienza straordinaria. Non lo dico io, ma le tantissime persone che fortunatamente sono impegnate in associazioni ed enti no-profit in Emilia-Romagna. Si inizia con il desiderio di donare agli altri e presto ci si accorge che ciò che si riceve in cambio è molto di più di quello che si dà. È un tesoro, un patrimonio che intendiamo conservare e sostenere. A maggior ragione di fronte a una pandemia che rischia di mettere in ginocchio tante realtà fondamentali per le nostre comunità: ci siamo attivati subito, con strumenti finanziari e politici, e siamo al loro fianco come Regione ogni giorno”.

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