Rifugiati

Si identificano quali rifugiati quelle persone che temendo a ragione di essere perseguitate per motivi di razza, religione, nazionalità appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinioni politiche si trovano fuori dal paese di cui hanno la cittadinanza. I profughi invece sono coloro che fuggono dai loro paesi a causa di guerre, invasioni, rivolte o catastrofi naturali. Nelle nostre coste sbarcano sia rifugiati che di migranti economici.

I servizi garantiti dallo Stato ai migranti ospitati:

  • Assistenza pratiche burocratiche per il permesso di soggiorno

  • Attività quotidiane, volontariato, sport

  • Vitto e alloggio

  • Assistenza medica

  • Pocket money

  • Corsi di apprendimento della lingua italiana

  • Elaborazione del curriculum vitae e iscrizione al centro dell’impiego

Oltre ad un intervento diretto verso l’immigrato i Lions possono svolgere un grande ruolo nel delicato rapporto di comunicazione con la popolazione. Non solo accogliere, ma includere, inserire a pieno titolo nella comunità, abbattendo il muro delle differenze e a volte purtroppo delle diffidenze. Attivare un’accoglienza integrata verso i rifugiati e verso chi chiede asilo, mettere in pratica un lavoro progettuale rivolto a coloro che siano già stati identificati: questo è il contributo dei Lions, le cui iniziative si concentrano soprattutto su:

_ Area accoglienza e/o sportello di accoglienza con Sostegno psicologico

_ Alfabetizzazione ed indirizzo ai servizi sociali territoriali

_ Area della qualificazione professionale

_ Azioni di sostegno di nuclei familiari con minori

_ Interventi per accedere a fondi nazionali e comunitari

Negli ultimi anni si è evidenziata una nuova emergenza legata ai migranti/rifugiati: quella dei minori non accompagnati.

Per minore non accompagnato si intende il minorenne non avente cittadinanza italiana o dell’unione europea che si trovi per qualsiasi causa nel territorio dello Stato o che sia altrimenti sottoposto alla giurisdizione italiana, privo di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili nell’ordinamento italiano.

Nell’aprile 2017 è stata varata la legge n.47 con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di tutela garantiti dall’ordinamento in favore dei minori stranieri non accompagnati. Diventare tutore volontario di un minore non accompagnato è un aiuto concreto molto importante: significa, infatti, offrirgli una figura di riferimento e sostenerlo nel suo percorso in Italia.

I minori non accompagnati sono soprattutto adolescenti, provengono da paesi esterni all’Unione Europea e si trovano in Italia da soli, senza l’assistenza dei genitori o di altri adulti responsabili per loro. La loro giovane età e gli ostacoli che potranno incontrare li mettono in una condizione di grande bisogno e vulnerabilità. Tra le necessità essenziali di questi ragazzi c’è la tutela legale, cioè la presenza di una persona che abbia la responsabilità di curare i loro interessi e il loro benessere, di garantire l’ascolto del loro punto di vista e di rappresentarli esternamente per gli atti che, in quanto minorenni, non possono compiere da soli.

La nuova legge sui minori non accompagnati favorisce l’esercizio della tutela da parte di privati cittadini prevedendo la creazione, presso i Tribunali per i Minorenni, di elenchi di persone disponibili ad assumere questo importante incarico. Il tutore viene nominato dal Giudice tutelare ed esercita, a titolo volontario e gratuito, la responsabilità genitoriale. Ha quindi la responsabilità di curare gli interessi e di perseguire il benessere del minore, che rappresenta negli atti e nei procedimenti con valore legale. L’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza riporta un utile elenco esemplificativo delle attività concrete che il tutore può essere chiamato a svolgere, tra cui la presentazione della richiesta di permesso di soggiorno e i rapporti con i servizi sociali che hanno in carico il minore, con le comunità e con le famiglie affidatarie.

La figura del tutore non coincide necessariamente con quella dell’affidatario, che ha la responsabilità diretta dell’accoglienza e del sostentamento del minore e viene nominato secondo un diverso procedimento. Di conseguenza, si può assumere la tutela di un minore senza che siano necessarie la coabitazione e il sostentamento economico, ad esempio di un minore ospitato in un centro di accoglienza.

Essere tutori volontari di un minore non accompagnato significa anche contribuire, su base volontaria e gratuita, alla costruzione di una cultura di solidarietà e di protezione dei più vulnerabili. Nel momento storico e sociale che stiamo attraversando, le forme di partecipazione e le pratiche di solidarietà come quelle legate all’accoglienza e all’aiuto ai minori e ai migranti, oltre a rappresentare un aiuto fondamentale per le persone vulnerabili che ne beneficiano, hanno il merito di promuovere una cultura dell’accoglienza, rappresentando il segnale di una volontà di politiche inclusive. Costituiscono un’occasione importante di conoscenza reciproca tra settori diversi della società, un momento di arricchimento individuale e un chiaro posizionamento personale rispetto a questioni importanti come quella della protezione dei minori non accompagnati.

Cosa possono fare i Lions? Possono sensibilizzare l’opinione pubblica sulle necessità dei minori stranieri, possono mettere a disposizione competenze di esperienza sociale, giuridica, economica e sanitaria a favore di un’accoglienza e di un accompagnamento in un nuovo percorso di vita. In conclusione possono diventare tutori volontari!

A questi giovani noi tutti dobbiamo tendere la mano ed i lions, trasversali, nel mondo, nello spazio ed apolitici, possono e devono dare un contributo concreto mostrando nel dialogo, nella conoscenza e nell’educazione ai valori umani la capacità di proporsi come un ponte ideale tra le persone per un mondo di pace e di prosperità.

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